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L'Antica Acetaia Borsari, ebbe inizio dal Nonno Borsari Ettore nel lontano 1958. Il tutto partì, da una botte in legno di Rovere già avviata, con all'interno il prodotto con qualche anno di affinamento, avuta in omaggio da una famiglia benestante di Nonantola di Modena, per aver salvato dall'annegamento nel Fiume Panaro, un figlio giovane di detta famiglia benestante. L'Aceto Balsamico di Modena. è un affinamento a lungo termine, del Mosto Cotto di Uva, che lo si ottiene, facendo bollire Uve di Trebbiano (tipica uva a bacca bianca e ricca di zuccheri) oppure Uve di Lambrusco. Dette Uve, vengono bollite o cotte, fino a ridurre il volume, del 65/70% fino ad ottenere uno sciroppo dolce, con i profumi delle Uve Locali utilizzate. Il prodotto finale lo si ottiene, invecchiando il Mosto Cotto all'interno di botti di vari tipi di legno, come: ROVERE, CASTAGNO, ACACIA, GINEPRO,CILIEGIO E GELSO. Il primo (Aceto Balsamico) che si può cominciare ad estrarre dalle botti menzionate prima, che ha all'incirca 12 anni di invecchiamento, viene chiamato Affinato o 12 anni, passando poi a quello Extra Vecchio o 25 anni, il quale verrà chiamato Aceto Balsamico Extra Vecchio. Tutto questo, viene ottenuto dalla lenta riduzione del Mosto d'Uva sopracitato, passando di anno in anno in botti in legni diversi, così da ottenere un prodotto finale ricco di note di vari legni, con tonalità di Caramello e Miele. Il luogo dove viene prodotto il tutto, gioca un ruolo fondamentale nelle basse pianure Modenesi, caldo umido estivo, dove le botti lavorano con l'aumento della temperatura esterna, e freddi sempre nebbiosi e umidi, per il riposo dell'Aceto stesso dove verso il periodo che va da fine Febbraio a inizio di Marzo, vengono fatti detti Rincalzi ad ogni batteria costituita generalmente da 6 Botti di legni poc'anzi menzionati. Detti Rincalzi, non sono altro che il rabbocco di ciò che ogni botte ha affinato, calando al suo interno, il prodotto che lentamente affinandosi, produce L'ACETO BALSAMICO DI MODENA.
